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Brandolini Rota: 130 anni di formazione eccellente


L'assessore della Regione Veneto Elena Donazzan in visita al Brandolini Rota, in occasione dei festeggiamenti per i 130 anni dalla Fondazione

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Eccellente.
Così l’Assessore regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan, ha definito il collegio Brandolini-Rota di Oderzo.
Un apprezzamento avvenuto in occasione della visita per i 130 anni dalla fondazione della scuola.

L’Assessore ha gradito le metodologie didattiche dell’Istituto veneto: il Brandolini Rota offre, infatti, un percorso didattico completo, dalle scuole primarie  all’istruzione superiore, con licei  e la scuola professionale con indirizzo acconciatura e ristorazione, panificazione e pasticceria in particolare.

Fiore all’occhiello della scuola è la metodologia didattica innovativa: al Brandolini Rota le classi sono individuate per materia, il che prevede lo spostamento dei ragazzi - non dei docenti - in aule attrezzate per un miglior svolgimento delle lezioni, oltre al potenziamento delle lingue straniere e delle materie artistiche.

Fiore all'occhiello della scuola è inoltre il corpo docente motivato e preparato che ha permesso la partecipazione e l’aggiudicarsi di importanti premi nazionali, tra cui, il primo premio alla fiera del food di Rimini riconosciuto per due anni consecutivi alla scuola di formazione professionale.

“Credo di aver visitato il più bel polo scolastico nel suo genere" – aggiunge l’assessore Donazzan - "completo di tutti i percorsi di istruzione e formazione, in un luogo che invita a stare bene tra alberi secolari, impianti sportivi e tanto decoro, in una istituzione che fa sentire la solidità dei suoi 130 anni.” Una formazione qualificata che si completa con i valori di un’educazione religiosa, una risorsa aggiuntiva capace di irrobustire i percorsi formativi.

“Il Brandolini Rota conferma la bontà dell’Istruzione nella Regione e delle sue eccellenze da diffondere e promuovere”, conclude l’Assessore, che durante la visita non ha dimenticato di celebrare l’onomastico di quanti portano il nome Francesco, nel giorno della festa del Patrono d’Italia.

Brandolini Rota: 130 anni di formazione eccellente
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    I Nuovi Laboratori Guidati ENGIM a Thiene

    Il 9 novembre 2019, ENGIM Veneto ha inaugurato presso la Scuola di Formazione Professionale “S. Gaetano” di Thiene (VI) due nuovi laboratori guidati, per l’inclusione di circa 70 alunne e alunni con fragilità, le cui attività di formazione si svilupperanno in sinergia con aziende locali e l’impresa sociale “I bambini delle fate”. Il laboratorio L'Officina del Buono si occuperà dell'inserimento dei giovani nei settori panetteria e pasticceria, promuovendo esperienze di apprendimento in un contesto reale, lavoro di gruppo e attenzione agli altri in un contesto collaborativo e non competitivo, con l’obiettivo di creare le basi affinché gli studenti possano poi trovare impiego all’interno del settore alimentare (negozi, agriturismi, banconi di gastronomia nei supermercati). Il laboratorio L’officina del Bello sarà uno spazio di creatività dove i ragazzi potranno misurarsi nel recupero e restauro di materiali da rigenerare, creando oggettistica e complementi d'arredo da mettere in vendita al pubblico con offerta libera con un vasto ventaglio di oggetti che vanno dai piccoli biglietti augurali fino alle vecchie sedie. Obiettivo dei nuovi laboratori di ENGIM Veneto Thiene è creare un ponte tra scuola e lavoro rivolto alle persone con disabilità, per promuovere sempre più la cultura dell’inclusione sociale.  Nei laboratori infatti modo di vedere realizzato  il Sogno di Inclusione e Appartenenza che ogni giorno Engim costruisce assieme a molte aziende del territorio.

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    La scuola che nello zaino oltre ai libri...ti prepara al lavoro!

    I percorsi scolastici delle scuole professionali sono versatili e, oltre all’ingresso in azienda dopo i primi 3 anni di studio, consentono di proseguire con il 4° anno per conseguire diplomi professionali e di continuare gli studi con il 5° anno di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore per conseguire il Certificato di Specializzazione Tecnica da spendere in azienda, nella libera professione o per accedere all’università. In questo modo, la strada per l’accesso al mondo professionale si adatta alle necessità, capacità e attitudini di ciascuno. I nostri percorsi formativi, il cui monte ore complessivo negli anni dal primo al quarto non cambia (990 ore all’anno), sono costruiti in modo che il numero di ore di insegnamento dedicate alla teoria si riducano nel corso degli anni scolastici lasciando il posto alla pratica e dal secondo anno agli stage presso le aziende partner. Nelle giornate dedicate agli Open Day, apriamo non solo le porte delle scuole, con aule e laboratori a disposizione dei ragazzi e organizziamo anche dei mini stage dare a tutti l’opportunità di provare la professione che stanno scegliendo. I nostri percorsi sono realizzati in collaborazione con numerose aziende del territorio proprio perché l’intento è di assicurare ai nostri studenti periodi di formazione in azienda fin dal percorso scolastico. Dall’anno formativo 2019/2020, inoltre, è attivo il Progetto Erasmus che consente a 20 ragazzi o ragazze delle nostre scuole professionali di svolgere l’attività formativa in uno dei paesi europei aderenti all’iniziativa. Un’esperienza scolastica all’estero, oltre alla conoscenza profonda di una lingua straniera, arricchisce gli studenti di una serie di competenze legate alla flessibilità e all’adattabilità oltre che all’autonomia e all’intraprendenza che fanno parte di un bagaglio di valore spendibile nel mondo del lavoro. Queste, come altre competenze non necessariamente legate ad un settore o ambito professionale specifico, sono quelle abilità che le scuole professionali Engim puntano a trasmettere ai ragazzi, andando oltre i programmi dei singoli corsi, formando quindi individui completi e preparati sotto tutti i punti di vista per il mondo del lavoro. La scelta di una scuola di formazione è il primo passo per costruire il proprio futuro, ma non sempre scegliere il percorso più adatto è facile o scontato. Per questa ragione abbiamo voluto mettere a disposizione dei colloqui gratuiti di orientamento per i ragazzi, perché il primo passo nel futuro sia fatto nella direzione giusta.

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    Come lavorare nel turismo

    Un'opportunità unica per i giovani dai 18 ai 29 anni che scelgono di specializzarsi e di inserirsi al lavoro nel settore turismo e commercio. Abbiamo realizzato questo percorso perchè il profilo del addetto al punto vendita è una tra le figure professionali più richiesta dagli esercizi commerciali del veronese. Proprio per far fronte al flusso turistico sempre crescente, gli esercizi commerciali richiedono sempre più a chi accoglie e gestisce la clientela di acquisire competenze avanzate nella gestione di questa tipologia di utenza potenziando maggiormente le competenze linguistiche e trasversali di accoglienza e customer care. ATTIVITA’: 1.1 orientamento al ruolo individuale (4 ore); 2.1 formazione professionalizzante (90 ore); 2.2 tirocinio di inserimento e/o reinserimento lavorativo (3 mesi a 30 ore settimanali); 3.1 accompagnamento al tirocinio individuale (10 ore). DURATA: L’iniziativa sarà avviata con un primo colloquio nel mese di DICEMBRE e avrà durata massima stimata complessiva di 10 mesi.   CANDIDATI SUBITO IL TERMINE SCADE IL 27/11/2019 SCOPRI DI PIU' SUL CORSO   PER INFORMAZIONI Fondazione Scaligera Formazione Via Aeroporto Angelo Berardi 9, 37139 Verona Tel. 045/8101177 Mail: m.biondaro@scaligeraformazione.it   Work Experience professionalizzante per i giovani  - Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani - Cod. 4294-0002-756-2019  - DGR 756 DEL 04/06/2019

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    Open Day: l’importanza di partecipare

    Una giornata a porte aperte per conoscere il futuro professionale che ti aspetta Partecipa all’Open Day organizzato dalle scuole di formazione professionale di Engim e scopri come diventare quello che vuoi essere da grande! Una giornata svelata in un acronimo, che è come dire l’Open Day spiegato in una sigla. Organizzati e tieniti libero per il giorno delle porte aperte della scuola ENGIM nella tua città Prendi parte agli eventi programmati dalla scuola che più ti interessa E non dimenticare di curiosare tra laboratori e aule. Navigherai tra i programmi dei corsi ancora meglio che sul web! Di scuole ce ne sono tante, scopri perché scegliere questa, A proposito, fai tutte le domande che vuoi, è proprio il momento giusto. Yoga? Spiacenti, quella ancora non c’è nei nostri corsi. E se ancora non ti abbiamo convinto, Non smettere di informarti, se non hai trovato quello che cerchi, Gironzola per la scuola ancora un po’ e ti imbatterai sicuramente nelle informazioni desiderate. Impara oggi quello che potrai essere domani! Mica male come Open Day, non trovi? In una giornata avrai tra le mani il tuo futuro, è un’occasione da non lasciarsi scappare. Nelle 10 sedi di tutto il Veneto Engim ti aspetta per una giornata a porte aperte per conoscere tutti i dettagli delle opportunità di formazione offerti dalle diverse scuole.

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    Il laboratorio formativo LIFT

    Il laboratorio formativo LIFT per un Scuola che cresce attraverso il lavoro LIFT (Laboratorio impresa Formativa Territoriale) è il modello di placement ideato da ENGIM Veneto - Scaligera Formazione per avvicinare i ragazzi al lavoro reale. Il progetto, reso possibile anche grazie al supporto dalla Fondazione Cariverona, rappresenta un’assoluta novità nell’ambito dei servizi offerti dall’ente e permette ai giovani, fuoriusciti dai percorsi triennali o quadriennali di meccanica e carrozzeria, di completare la propria formazione lavorando per davvero. I ragazzi offrono servizi di rigenerazione sui mezzi usati che le aziende, partner del progetto, mettono a disposizione. Sotto la guida di un formatore tecnico, eseguono piccoli interventi di carrozzeria, sanificazione e lucidatura delle auto. La partnership con il territorio Non è solo la formula del fare formazione lavorando l’elemento vincente del progetto LIFT. Il suo valore aggiunto è la capacità di coinvolgere il territorio ed in particolare le imprese in una logica di responsabilità sociale. Le aziende infatti, oltre a portare i mezzi da riparare, vengono coinvolte come “formatrici” , offrendo qualche ora del proprio tempo per trasmettere ai ragazzi competenze altamente specialistiche. Perchè fare formazione attraverso il lavoro? Portare le imprese nella scuola e coglierne i reali bisogni, fa crescere il sistema della formazione professionale ed agevola l’inserimento lavorativo degli studenti. Le aziende hanno infatti l’opportunità di contribuire alla formazione degli ragazzi secondo le loro reali necessità e la scuola può cogliere spunti fondamentali per adeguare la propria offerta formativa e renderla veramente in linea con le esigenze del mercato. Il modello LIFT permette inoltre all’ente di definire nuove figure professionali, come quella del manager che cura le relazioni con la clientela e quella del tecnico formatore, che segue i giovani come un docente e al contempo deve far sì che i lavori svolti rispettino i tempi e offrano la qualità che il cliente desidera. LIFT ha l’ambizione, con gli opportuni correttivi, di candidarsi a diventare un modello operativo da adottare nelle diverse Scuole e nei diversi settori per mostrare che la Scuola può diventare davvero un luogo in cui gli attori territoriali convergono in una logica di comunità educante.

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    Testimonianze: la tragedia di Lampedusa vista dai nostri studenti

    Era l’alba del 3 ottobre 2013, quando un barcone di legno partito dalla Libia con oltre 520 persone a bordo si rovesciava a pochi metri dalle coste dell’Isola dei Conigli a Lampedusa. Qualcuno per scaldarsi o forse per attirare l’attenzione dei soccorritori, aveva accesa un fuoco a bordo. Fiamme, che nel mezzo del mare, si sono prorogate ad una velocità inaspettata. I migranti - forse spaventati, forse increduli - si spostarono tutti su un lato del barcone, facendolo cappottare. Se ne salveranno solo 155. Degli altri 368 non restano che i corpi inghiottiti dalle onde. Inizia così la più grande tragedia del Mediterraneo dall’inizio della crisi migratoria. Una tragedia ancor più amara perchè nata a seguito di un’idea di speranza, quella dell’emancipazione del popolo eritreo, ottenuta dopo l’indipendenza del paese nei primi anni ’90, oggi sottoposto a una delle dittature più assurde del mondo, con la popolazione costretta ad una leva militare che può durare anche tutta la vita e che coincide con la necessità delle famiglie di scappare. Un avvenimento che è diventato un momento formativo per i ragazzi dell’ENGIM durante il Campo Nazionale. A Maggio, i nostri ragazzi hanno potuto trascorrere alcuni giorni nell’isola siciliana per ripercorrere i passi di questa storia cruenta “lì dove il mare sconfinato apre la porta all'Europa e dove tante, troppe vite, sono rimaste violentemente depauperate del loro sogno di una vita più giusta, più bella, in cui realizzarsi.” Oggi, a distanza di mesi, ricordano l’esperienza come un momento di crescita e consapevolezza. Giada nel momento in cui ha visto il luogo della tragedia ha sentito un fortissimo dolore, un grande senso di colpa e di vuoto, una sorta di incapacità di reagire di fronte ad uno spaesamento.  E’ riuscita a portarsi a casa un atteggiamento più altruista, di apertura al mondo che sta tentando di trasmettere nella comunità classe e con gli amici. Milouda non si capacita di come possa succedere una tragedia così grande. Ha trasmesso questi valori alla sua famiglia condividendone anche le emozioni e dal quel maggio scorso, ha instaurato con i genitori una intimità più forte. Federico ha avuto modo di riflettere sul pregiudizio, mettendosi in discussione in prima persona. Parlando con chi ha vissuto tali esperienze ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti del mondo. “Prima di giudicare una persona solo per l'apparenza e senza conoscere la sua vita, ritengo che sia opportuna riflettere perché spesso si parla solo per muovere la bocca.  Ogni persona deve essere serena e libera di girare per il mondo senza paura di essere derisa, presa in giro o umiliata.” ci racconta. “Mentre guardavo quel punto nel mare, poco distante dalla costa, le emozioni provate erano molto forti e lo sono tutt'ora mentre ci ripenso. Ho provato molto dolore e molto dispiacere per quelle persone che non si meritavano quella fine, stavano cercando semplicemente la libertà, una nuova vita.” Giada, Milouda, Federico sono solo tre esempi di come la conoscenza possa essere il motore della riflessione e del cambiamento. Di come poter essere umani. Loro, come i loro compagni di viaggio, oggi danno un valore diverso a parole come “libertà” e “dignità”: un significato più profondo che influenza il loro agire quotidiano e che trasferiscono ai coetanei. Be Human non è solo uno slogan, ma un monito da cui partire per riappropriarsi della pienezza della vita. Testimonianze che fanno riflettere e che ci stimolano a proseguire nella nostra attività formativa ed educativa, per una società futura più consapevole, più libera e … più umana.

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